Ambientato nel villaggio di Bazouriye, nel Libano meridionale, 66 giorni segue il ritorno in patria della regista Joude Bazzoun dopo aver assistito dall’estero all’attacco israeliano al Libano nel 2024. Attraverso conversazioni intime con la sua famiglia, Joude scopre le perdite subite a causa della guerra. Il film riflette sull’importanza della memoria e della tradizione esplorando il rituale di un gioco di carte e delle riunioni di famiglia. 66 giorni resiste silenziosamente alla cancellazione, preservando le storie e il patrimonio della famiglia e celebrando al contempo la gioia provocatoria che si trova nelle semplici tradizioni familiari.
Joude è un regista emergente di origine libanese e marocchina. Di recente ha conseguito con lode un Master in regia cinematografica presso l’Edinburgh College of Art. Il suo lavoro esplora le narrazioni personali e cerca di mettere in luce voci spesso sottorappresentate o censurate.
Il suo film UNLEASH del 2025 è stato selezionato per il programma Emerging Filmmakers al Falastin Film Festival Scotland, segnando un debutto nel cinema politicamente impegnato. Il suo prossimo documentario 66 days riafferma il suo impegno nell’utilizzare il cinema come strumento per coltivare la solidarietà e ispirare la resistenza.
Joude Bazzoun
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